

41. La Vandea: un terribile massacro.

Da: Ph. Boutry, Le vittime della Vandea, in Storia e dossier, n.
29, maggio 1989.

Un evento come la Rivoluzione francese, che segna il passaggio
all'et contemporanea ed  legato a questioni politiche e sociali
oggetto di acceso dibattito dall'Ottocento ai nostri giorni, non
poteva non originare schieramenti storiografici molteplici e
spesso contrapposti. I contrasti risultano particolarmente
accentuati quando si tratta di esaminare vicende come la rivolta
della Vandea, che vide le forze rivoluzionarie e quelle
controrivoluzionarie lottarsi in una sanguinosa guerra. Nel passo
seguente lo storico francese Philippe Boutry affronta la complessa
questione del numero delle vittime, la cui quantificazione risente
sia della difficolt a reperire dati certi sia degli orientamenti
politici, arrivando a concludere che, se non si pu parlare di
genocidio in senso stretto, certo si deve ammettere che ci fu un
terribile massacro.

Fino a questi ultimi anni, nei manuali scolastici francesi, la
guerra di Vandea veniva descritta come una guerra civile,
certamente atroce, ma gloriosa per gli eserciti repubblicani
vittoriosi sui nemici interni ed esterni; quanto al numero dei
morti, il silenzio o vaghe stime contraddittorie, impedivano ogni
tentativo di quantificazione.
Bisogna riconoscere che il compito  difficile. Se si  riusciti a
stabilire con esattezza il bilancio del Terrore legale (16.594
vittime secondo i calcoli dello storico americano Donald Greer, di
cui la met nell'ovest del paese e 2.600 a Parigi),  per molto
pi difficile fare il bilancio di una guerra civile: nessuna
statistica delle perdite ci  stata conservata e raramente i
massacri lasciano archivi... Si pensi, per rifarci a vicende
paragonabili, alla difficolt, ancora oggi, di accertare il numero
delle vittime delle spedizioni condotte dal neocostituito esercito
italiano contro i briganti negli anni Sessanta del secolo
scorso.
Da diversi anni, storici e demografi si sono comunque sforzati di
stabilire una stima la pi possibile vicina alla realt; gli studi
di Franois Lebrun e di Jean-Clment Martin oggi fanno testo. Se
ne traggono tre principali conclusioni. Anzitutto, le operazioni
militari provocarono certamente un egual numero di vittime nei due
schieramenti, dato che la conoscenza del terreno, delle siepaglie
e delle foreste diedero ai bianchi [le forze
controrivoluzionarie], malgrado la debolezza della loro
organizzazione e del loro armamento, un sensibile vantaggio sui
blu. In secondo luogo, l'esercito repubblicano adott la tattica
del guasto praticata dagli eserciti d' ancien rgime (come nel
caso della devastazione del Palatinato da parte dell'esercito di
Luigi quattordicesimo): ci comportava la distruzione sistematica
degli edifici, dei raccolti e del bestiame, nonch il massacro
degli abitanti. Le colonne infernali del generale Turreau, che
nella primavera del 1794 devastarono la Vandea per ordine della
Convenzione, sono cos le principali responsabili delle perdite
civili della guerra: centinaia di fattorie e di villaggi vengono
incendiati o rasi al suolo, decine di migliaia di abitanti
sterminati senza distinzione di et, sesso e nemmeno di opinione.
In terzo luogo, le conseguenze della guerra sull'andamento della
popolazione, stando a ci che si ricava dai primi censimenti
napoleonici, risultano pesanti: una perdita nell'ordine di un
quarto o di un terzo della popolazione. Nei Mauges, regione rurale
a sud di Angers, si contano 101.000 abitanti nel 1790, 74.000 nel
1802 (-27%); Cholet, la principale citt degli insorti, passa da
8.400 abitanti nel 1790 a 4.700 nel 1801 (-44%). Per i tre
dipartimenti della cosiddetta Vandea militare (la Vandea
propriamente detta, e le zone meridionali della Loire-Atlantique e
del Maine-et-Loire), Jean-Clment Martin propone la cifra di 220-
250.000 vittime.
Dunque, ad essere esatti, non un genocidio (d'altra parte il
termine presuppone una pregiudiziale etnica, che non  nello
spirito della Convenzione), ma un terribile massacro. Lo storico
si vede allora messo di fronte a un quesito fondamentale: perch
un'atrocit di tale portata fatta da parte dei soldati della
Repubblica? Tradizione militare del guasto e della terra
bruciata? Scontro selvaggio tra volontari venuti dalla citt (le
armate rivoluzionarie parigine) e una societ contadina estranea
ai valori e ai benefici della Rivoluzione? Esasperazione della
violenza repubblicana contro il pericolo di una coalizione
controrivoluzionaria dei contadini, dei nobili e dei preti? Quale
che sia l'ipotesi accolta, i fatti restano: l'annientamento della
rivolta contadina della Vandea ha fatto da dodici a quindici volte
pi vittime della ghigliottina.
